Dichiarazione dei redditi Modello Unico 2026 e 730/2026: guida completa
La stagione delle dichiarazioni dei redditi 2026 riguarda i redditi percepiti nel 2025: è uno degli appuntamenti fiscali più importanti per milioni di contribuenti italiani. Presentare correttamente il 730/2026 o il Modello Redditi PF significa conoscere le scadenze aggiornate, scegliere il modello giusto, individuare tutte le detrazioni e deduzioni spettanti e sapere cosa rischi se sbagli o non la presenti affatto. Questa guida completa — aggiornata ad aprile 2026 — risponde alle domande più frequenti in modo chiaro e pratico.
Modello 730 e Modello Redditi PF: le differenze fondamentali
In Italia, le persone fisiche possono presentare la dichiarazione dei redditi attraverso due modelli principali. La scelta tra l’uno e l’altro non è libera: dipende dalla propria situazione reddituale e lavorativa.
Modello 730
Il Modello 730 è il modello semplificato, pensato principalmente per lavoratori dipendenti e pensionati. Il suo vantaggio principale è la modalità di conguaglio: se dalla dichiarazione emerge un’imposta a credito (rimborso), il sostituto d’imposta (il datore di lavoro o l’INPS) eroga il rimborso direttamente in busta paga o nella rata di pensione, di solito a partire da luglio. Se invece emerge un’imposta a debito, le somme vengono trattenute dalla retribuzione in automatico. È anche possibile optare per il modello 730 “senza sostituto”: in questo caso se dalla dichiarazione emerge un’imposta a credito (rimborso) sarà direttamente l’Agenzia delle Entrate ad erogarla. Se invece emerge un’imposta a debito, le somme dovranno essere versate con modello F24 secondo le scadenze ordinarie del modello Redditi (30 giugno per saldo e 1° acconto – 30 novembre per il 2° acconto).
Chi può presentare il 730:
- Lavoratori dipendenti con contratto in essere al momento della presentazione
- Pensionati
- Soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli
- Chi percepisce indennità sostitutive di reddito da lavoro dipendente (integrazioni salariali, indennità di mobilità)
- Sacerdoti della Chiesa cattolica
- Giudici costituzionali, parlamentari, altri titolari di cariche elettive
Il 730 si presenta attraverso un intermediario abilitato (CAF o commercialista) oppure direttamente in forma precompilata sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Modello Redditi PF (ex Unico)
Il Modello Redditi Persone Fisiche (comunemente chiamato ancora Unico) è il modello ordinario, che deve essere utilizzato in tutti i casi in cui non è possibile o conveniente presentare il 730. In particolare, devono presentare il Modello Redditi:
- I titolari di partita IVA (liberi professionisti, imprenditori individuali, lavoratori autonomi in regime ordinario o semplificato)
- Chi ha redditi diversi non soggetti a ritenuta
- Chi presenta dichiarazione per periodi d’imposta inferiori a 12 mesi
- Chi ha prodotto redditi all’estero
- I non residenti in Italia
A differenza del 730, con il Modello Redditi eventuali importi a debito devono essere versati direttamente dal contribuente tramite Modello F24 entro le scadenze previste, e i crediti possono essere compensati o rimborsati ma non in busta paga.
Chi deve presentare la dichiarazione dei redditi
L’obbligo dichiarativo non riguarda tutti i contribuenti. In linea generale, deve presentare la dichiarazione dei redditi chi ha percepito nell’anno precedente (2025) redditi per i quali non è previsto esonero e che superano determinate soglie.
Sono tipicamente obbligati a dichiarare:
- I lavoratori dipendenti che hanno avuto più datori di lavoro nell’anno, o che hanno percepito redditi aggiuntivi non tassati alla fonte
- I pensionati con altri redditi oltre alla pensione
- I lavoratori autonomi e i titolari di partita IVA in regime ordinario (sempre)
- Chi ha percepito redditi fondiari (terreni, fabbricati) che superano i limiti di esonero
- Chi ha percepito redditi da capitale non soggetti a ritenuta a titolo definitivo
- Chi ha percepito redditi di fonte estera
- Chi ha conti correnti all’estero
- Chi ha beni all’estero
- Chi percepisce affitti sia ordinari che a cedolare secca, a canone concordato o per locazioni brevi
Chi è esonerato dall’obbligo dichiarativo
Esistono situazioni in cui non è necessario presentare la dichiarazione. I principali casi di esonero per i soggetti IRPEF:
- Chi ha avuto un solo datore di lavoro che ha effettuato le ritenute e il reddito complessivo non supera i 15.000 euro, con abitazione principale e relativa pertinenza
- Chi ha solo reddito di pensione inferiore a 7.500 euro (8.000 euro se pensione di reversibilità) con abitazione principale e relativa pertinenza
- Chi ha solo reddito da lavoro dipendente inferiore a 8.500 euro da un unico sostituto
- Chi ha redditi esenti (borse di studio, pensioni di guerra, ecc.) o soggetti a ritenuta a titolo definitivo (es. interessi su conti correnti bancari)
- Solo reddito dei fabbricati, derivante esclusivamente dal possesso dell’abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (box, cantina, ecc.)
- Solo redditi fondiari (terreni/fabbricati) che non superano i 500 euro annui
Anche se non si è obbligati, può comunque essere conveniente presentare la dichiarazione per recuperare crediti d’imposta, detrazioni per carichi di famiglia, spese mediche o altri oneri deducibili.
Le scadenze 2026: tutte le date da segnare
Le scadenze dichiarative per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione da presentare nel 2026) sono le seguenti:
Modello 730/2026
- Tramite intermediari (CAF, commercialisti): entro il 30 settembre 2026
- In forma precompilata sul portale Agenzia delle Entrate: entro il 30 settembre 2026
- 730 integrativo: entro il 25 ottobre 2026, se si vuole correggere una dichiarazione già presentata
- 730 precompilato disponibile: a partire da maggio 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate
- 730 ordinario: conguaglio nel cedolino a partire dal mese di luglio (ovvero agosto per i pensionati)
- 730 senza sostituto — versamento imposte (saldo e primo acconto): entro il 30 giugno 2026 (o entro il 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%). Secondo o unico acconto IRPEF: entro il 30 novembre 2026
Modello Redditi PF 2026
- Presentazione telematica: entro il 31 ottobre 2026
- Versamento del saldo IRPEF e del primo acconto: entro il 30 giugno 2026 (o entro il 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%)
- Secondo o unico acconto IRPEF: entro il 30 novembre 2026
Per i contribuenti che presentano il 730, i conguagli vengono effettuati dal sostituto d’imposta a partire da luglio (crediti) e in rate distribuite tra luglio e novembre (debiti di importo superiore a 100 euro).
Le aliquote IRPEF 2026: la riforma a 3 scaglioni
Con la riforma fiscale entrata in vigore dal 2024 e confermata anche per il 2026, l’IRPEF si articola su tre scaglioni di reddito al posto dei precedenti quattro:
| Scaglione di reddito | Aliquota IRPEF |
|---|---|
| Fino a 28.000 euro | 23% |
| Da 28.001 a 50.000 euro | 35% |
| Oltre 50.000 euro | 43% |
Rispetto al sistema precedente, il secondo scaglione (ex 25%) è stato eliminato e il relativo reddito è confluito nel primo, con aliquota al 23%. Questo ha determinato un risparmio d’imposta per la fascia di reddito tra 15.000 e 28.000 euro. Le detrazioni da lavoro dipendente e da pensione sono state contestualmente rimodulate per bilanciare l’impatto della riforma sui redditi più bassi.
Il 730 precompilato: come funziona
Dal 2015, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione ogni anno un 730 precompilato che contiene i dati fiscali del contribuente già inseriti dall’amministrazione finanziaria. Per il 2026, il modello sarà disponibile a partire da maggio 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS.
I dati precaricati provengono da diverse fonti: i dati reddituali vengono comunicati dai sostituti d’imposta (CU — Certificazione Unica), i dati relativi agli oneri detraibili e deducibili vengono trasmessi dai soggetti obbligati. Ad esempio, troveremo nella precompilata i dati di spese mediche (trasmessi da strutture sanitarie, farmacie, ospedali), i dati delle spese scolastiche (trasmessi dalle relative strutture), i dati relativi agli interessi passivi di mutuo (trasmessi dagli istituti di credito), i dati relativi a polizze infortuni o assicurazioni vita (trasmesse da compagnie assicurative), le spese relative alle spese straordinarie condominiali (trasmesse dagli amministratori) e così via.
Come verificare e accettare il precompilato
Prima di accettare il 730 precompilato 2026, è fondamentale verificare i dati inseriti:
- Controlla che tutti i redditi percepiti nel 2025 siano indicati correttamente
- Verifica le spese detraibili: non tutte le spese vengono automaticamente trasmesse all’Agenzia delle Entrate. Spese pagate in contanti, spese per cui il sistema di trasmissione non è attivo, rimborsi ricevuti da assicurazioni — questi dati potrebbero non essere presenti o essere errati.
- Controlla i dati catastali degli immobili
- Verifica i dati familiari a carico
Se il precompilato è corretto, puoi accettarlo senza modifiche: in tal caso, in caso di dichiarazione conforme, i controlli documentali da parte dell’Agenzia delle Entrate non potranno essere estesi ai dati forniti da terzi (un importante beneficio).
Se apporti modifiche, la dichiarazione viene considerata modificata e il beneficio della limitazione dei controlli viene meno per i dati modificati.
Se ti affidi a un CAF o commercialista per la presentazione, l’intermediario assume la responsabilità del visto di conformità e in caso di errori risponde in prima persona nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.
Detrazioni e deduzioni principali
La corretta individuazione di tutte le detrazioni e deduzioni spettanti è spesso la parte più importante della dichiarazione: può fare la differenza tra pagare o ricevere un rimborso.
Le principali Detrazioni d’imposta (si sottraggono dall’imposta lorda)
Spese sanitarie: sono detraibili nella misura del 19% le spese mediche generiche, specialistiche, farmaceutiche, di ricovero, per dispositivi medici e protesi, per l’acquisto di occhiali e lenti a contatto. La detrazione si calcola sulla spesa che eccede la franchigia di 129,11 euro. Le spese sanitarie devono essere pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carte, ecc.) per essere detraibili, salvo quelle per l’acquisto di farmaci e dispositivi medici, e le prestazioni eseguite in strutture convenzionate con SSN.
Interessi passivi sul mutuo prima casa: detraibili al 19% gli interessi passivi e le spese accessorie sui mutui stipulati per l’acquisto dell’abitazione principale, fino a un massimo di 4.000 euro di interessi (detrazione massima 760 euro).
Spese per l’istruzione: detraibili al 19% le tasse universitarie, le rette per scuole paritarie (con importi variabili per grado scolastico), i canoni di locazione per studenti fuori sede.
Premi assicurativi: detraibili al 19% i premi per assicurazioni vita e infortuni (fino a 530 euro per le vita, fino a 750 euro per i rischi di non autosufficienza).
Bonus ristrutturazioni: le spese per ristrutturazione edilizia su immobili residenziali si detraggono in quote costanti per 10 anni. Le aliquote applicabili dipendono dall’anno di sostenimento della spesa e dalla tipologia dell’intervento. Per le spese 2025, si applicano le aliquote in vigore a quella data secondo la normativa vigente.
Erogazioni liberali: liberalità ad ONLUS, associazioni sportive dilettantistiche e altri enti no-profit beneficiano di detrazione al 26% (o deduzione, a seconda della tipologia).
Carichi familiari: spettano detrazioni per coniuge a carico, calcolate in modo decrescente al crescere del reddito. Per i figli fino a 21 anni l’Assegno Unico Universale ha sostituito le detrazioni fiscali; per i figli a carico di età superiore ai 21 anni le detrazioni fiscali si applicano ancora.
Le principali Deduzioni dal reddito (si sottraggono dal reddito complessivo)
Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori: interamente deducibili (contributi INPS artigiani, commercianti, gestione separata, contributi alle casse professionali).
Contributi previdenziali volontari: i versamenti a fondi pensione complementari e piani individuali pensionistici sono deducibili fino a 5.164,57 euro annui.
Assegno di mantenimento all’ex coniuge: deducibile integralmente (quota destinata all’ex coniuge, non quella per i figli).
Rendita catastale abitazione principale: dedotta dal reddito complessivo, insieme alle eventuali pertinenze.
Come si riceve il rimborso dal 730
Se dalla dichiarazione 730/2026 emerge un credito d’imposta (cioè hai pagato più tasse di quante ne dovevi), hai diritto a un rimborso.
Il meccanismo ordinario prevede che il rimborso venga erogato dal sostituto d’imposta (il tuo datore di lavoro o l’INPS) direttamente nella retribuzione o nella pensione. Per chi presenta il 730 tramite intermediario, i rimborsi di solito compaiono a partire da luglio 2026 (per chi ha presentato entro giugno) o nelle mensilità successive per le presentazioni tardive.
Se non hai un sostituto d’imposta (ad esempio perché il contratto di lavoro è scaduto), il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, di solito entro l’anno ma con tempi variabili.
Per accelerare i tempi di rimborso, specialmente per importi elevati, può essere utile indicare le coordinate bancarie (IBAN) nel proprio Cassetto Fiscale del sito dell’Agenzia delle Entrate.
Il Modello F24 per chi deve versare
Chi presenta il Modello Redditi PF o il Modello 730 senza sostituto e dalla dichiarazione emerge un’imposta a debito, deve versare autonomamente le somme dovute tramite Modello F24.
Il F24 può essere presentato:
- Tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, Fisconline, Entratel)
- Tramite l’home banking della propria banca
- In filiale bancaria o postale (solo per importi non in compensazione)
I principali codici tributo per i versamenti IRPEF sono: 4001 (saldo IRPEF), 4033 (primo acconto IRPEF), 4034 (secondo o unico acconto IRPEF).
Il versamento del saldo e del primo acconto ha come scadenza ordinaria il 30 giugno 2026. È possibile pagare entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. Il secondo acconto (o unico acconto se non si è tenuti al primo) va versato entro il 30 novembre 2026.
Ogni contribuente che abbia necessità può chiedere la rateizzazione del debito: il saldo e il primo acconto possono essere rateizzati in rate mensili da giugno a novembre, con applicazione di un interesse dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima.
Cosa succede se non si presenta la dichiarazione
L’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi non è un’irregolarità di poco conto. Le conseguenze dipendono dall’entità dell’imposta dovuta.
Se non c’è imposta dovuta (dichiarazione a zero o a rimborso): La sanzione per omessa presentazione va da 250 a 1.000 euro. Può essere ridotta a un quarto se la dichiarazione viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza.
Se c’è imposta da pagare: La sanzione va dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. A queste sanzioni si aggiungono gli interessi legali sull’imposta non versata.
Ravvedimento operoso: Se ci si accorge in ritardo di non aver presentato la dichiarazione o di aver commesso errori, il ravvedimento operoso consente di regolarizzare la posizione con sanzioni ridotte. Entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione per la mancata presentazione scende a 1/10 (cioè a 25 euro). Per le imposte non versate, il ravvedimento riduce le sanzioni proporzionalmente alla tempestività della regolarizzazione.
Attenzione: il ravvedimento è possibile solo finché l’Agenzia delle Entrate non ha già avviato un procedimento di accertamento nei confronti del contribuente.
Domande frequenti sulla dichiarazione dei redditi
Devo dichiarare il conto corrente bancario estero?
Si. I residenti fiscali italiani hanno l’obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi, nel quadro RW (del Modello Redditi PF) o quadro W (del modello 730), tutti gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenuti all’estero. Questo include conti correnti, depositi, partecipazioni in società estere, immobili. La soglia oltre cui scatta l’obbligo dichiarativo per i conti esteri è di 5.000 euro di giacenza media annua. L’omessa compilazione del quadro RW è sanzionata con percentuali variabili del valore delle attività non dichiarate. Quando gli investimenti esteri producono reddito sono dovute le compilazioni dei relativi quadri RM, RT, RL (del modello Redditi PF) o quadri M, T e L (del modello 730).
Posso scaricare le spese veterinarie?
Si. Le spese veterinarie sono detraibili al 19% per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di spesa di 550 euro (detrazione massima circa 81 euro). Anche queste spese devono essere pagate con strumenti tracciabili per essere detraibili.
Se ho venduto casa nel 2025, devo dichiararlo?
Dipende. Se hai venduto la casa dopo almeno 5 anni dall’acquisto (o costruzione), la plusvalenza non è tassata. Se vendi prima dei 5 anni, la plusvalenza (differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto, tenendo conto di eventuali spese documentate) è soggetta a IRPEF ordinaria o, a scelta, a imposta sostitutiva del 26% (applicata dal notaio in sede di atto). La vendita dell’abitazione principale, indipendentemente dai 5 anni, non genera plusvalenza imponibile se il cedente ha avuto la residenza nell’immobile per la maggior parte del periodo tra acquisto e vendita.
Ho ricevuto un’eredità nel 2025: devo dichiararla?
L’eredità in sé non costituisce reddito e non va dichiarata ai fini IRPEF: esiste un’imposta specifica sull’eredità (imposta di successione) che si gestisce separatamente. Tuttavia, se tra i beni ereditati ci sono immobili, dal giorno dell’accettazione dell’eredità (o della morte del de cuius) gli eventuali redditi da locazione o le rendite catastali dovranno essere dichiarate dall’erede nella propria dichiarazione dei redditi. Analogamente, se si ereditano partecipazioni in società, i dividendi successivi alla successione sono reddito per l’erede.
Qual è la novità IRPEF più importante del 2026?
La riforma degli scaglioni IRPEF — in vigore dal 2024 e confermata per il 2026 — ha ridotto le aliquote da quattro a tre: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Questo significa un risparmio reale per chi ha redditi tra 15.000 e 28.000 euro, che prima pagava il 25% sulla fascia tra 15.000 e 28.000 euro.
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